Storia del Rione di Alessandria by admin
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on Maggio 2, 2008 |
Maria Arcidiacono
La storia del ramo ebbe inizio quando agli inizi degli anni ‘70 l’Anziano Epperson e l’anziano Randall aprirono al vangelo restaurato la città di Alessandria. Insieme a loro, o quasi subito dopo, seguirono gli anziani: Gould, Primavera e Itri.
La prima famiglia che si unì alla chiesa, i Savioli, era composta da due genitori e un ragazzo di tredici anni: Gianluigi. La madre era un’insegnante, allegra ed ottimista, e l’ingresso del ragazzo nella chiesa fornì ai missionari l’opportunità di avviare un piccolo progetto scout.
A loro seguì Laura Barbin e la sua amica nonché ex compagna di scuola, Noemi, battezzate entrambe nell’agosto del 1975.Fu in quel periodo che io, battezzata a Genova da 4 anni, cominciai a frequentare sporadicamente il ramo di Alessandria. Ero tuttora legata affettivamente ai membri di Genova, e in genere, abitavo in quella città, ma a volte, venendo a trovare la mia famiglia che abitava a Tortona, trascorrevo la domenica mattina, ad Alessandria, nella cappella che a quel tempo era in corso 100 Cannoni. Ricordo la fatica di prendere il treno e la lunga camminata dalla stazione alla cappella. La chiesa era un negozio con una sola stanza e un retrobottega, dove si univano tutte le organizzazioni.
Il 26 novembre 1978 Laura Barbin partì per la missione. Nel 1978 si unì alla chiesa una graziosa giovane, sposa da poco tempo, Graziella Tobruck, che da allora ha sempre servito fedelmente nella chiesa come insegnante, presidentessa della Società di Soccorso, consigliera. Attualmente è direttrice del Centro Genealogico del ramo, e assistente al nido.
Quasi nello stesso periodo accettarono il Vangelo Antonella Toscano e Maura Como, due ragazze a cui le famiglie, piene di diffidenza verso la “nuova religione”, crearono non pochi problemi, che esse tuttavia furono in grado di superare grazie alla loro fedeltà. Il Vangelo ha arricchito la loro vita, e loro hanno a loro volta arricchito la vita degli altri. Ormai spose felici e madri, hanno mariti nella chiesa, e figlie e figli adolescenti a cui hanno insegnato il vangelo.
Anche la famiglia Lusso frequentava da qualche anno la chiesa ad Alessandria; convertitasi a Genova si era trasferita a Novi Ligure vicino Alessandria. Era composta da Ines, Gilberto e i bambini Riccardo e Marco.
Ines fu la nostra prima presidentessa, una donna allegra, forte, e gentile,
morta in seguito a un attacco cardiaco all’età di cinquantacinque anni. Il marito Gilberto Lusso, fu il primo presidente di ramo italiano dopo tanti missionari. E’morto tragicamente, qualche anno fa per ustioni procuratesi accidentalmente (dando la caccia alle formiche). Riccardo e Marco, cresciuti in Alessandria ora sono sposati, e a loro volta padri Riccardo e la sua famiglia è ancora in Alessandria. Marco e i suoi sono attivi nel ramo di Collegno.Nell’ottobre 1981 arrivò da Roma la famiglia Malara: era composta da Carlo Malara, il capofamiglia, Venere Malara e due bambini: Federico e Alberto. Salita al nord nella speranza di trovare un lavoro, essa si rivelò un dono del cielo per il ramo di Alessandria ancora traballante. Carlo Malara divenne il presidente di Ramo. Con lui la chiesa si trasferì in centro città, a Via Caniggia, per la prima volta in un vero appartamento. Anche le organizzazioni decollarono. Nello stesso periodo emigrò in Alessandria la famiglia Marini, composta da Renato Marini, la moglie, e figli bambini Miriam e Cristiano. Il ramo di Alessandria cominciò a beneficiare dell’esperienza di tutte queste persone che, formatisi in altre città tuttavia si erano dirette nello stesso luogo come di comune accordo.
I Fassari furono un’altra famiglia che ricordo con piacere. Ezia era una deliziosa sorella, sensibile e amante della musica (era la nostra organista) sopportò a lungo una malattia mortale, lottando con coraggio fino a quando capì che la sua ora era arrivata. Il marito sopravvisse a lei di un paio d’anni soltanto.
Uno dei pionieri entrato in quell’epoca era fratello Sartorelli, un uomo molto colto che, entrato in chiesa già vecchio, morì di lì a un decennio. Ricordiamo ancora le sue poesie che declamava con enfasi in occasione di battesimi, matrimoni o altre occasioni speciali, un altro simpatico tratto che lo distingueva era il dono delle caramelle ai bambini della Primaria.
Nel 1982 nacque Alessandra Malara.
Carlo Malara fu rilasciato dal suo incarico di Presidente di Ramo nell’ 83 e gli succedette Gilberto Lusso.
La famiglia Malara ripartì qualche anno più tardi, nel 1986, alla volta della Calabria, dove Carlo aveva trovato lavoro come operatore microfilmista. E sarà protagonista nell’aprire il ramo di Cosenza.
Nel frattempo la chiesa si è trasferita all’attuale sede: Via XXIV Maggio, 7.
Di lì a poco anche la famiglia Marini se ne va, fratello Renato deve assentarsi spesso da casa e perciò preferisce lasciare la moglie coi parenti, per cui anche loro si trasferiscono in Veneto. Gli addii sono tristi anche quando c’è la prospettiva di rivedersi al tempio.
Altri membri si sono uniti nel frattempo: Concetta Piazza, una ragazzona cordiale e dotata di talento artistico, Maria Barcone, titolare di uno studio di estetica, Salvatore e Giorgina due persone che pur credendo nella chiesa non ebbero l’opportunità di battezzarsi in quanto conviventi.
E poi sono seguiti altri battesimi, quelli che al giorno d’oggi sono il fiore all’occhiello del ramo: Giovanna Pasino, una giovane di un paese vicino, e Claudio Campini, un giovane cordiale e pieno d’iniziativa, che entrato in chiesa si preparò nel più breve tempo possibile per la missione. Al suo ritorno trovò la mamma, e Laura, la ragazza che amava, dapprima contrarie alla chiesa, sorelle nella Società di Soccorso.
A questi membri pionieri se ne sono uniti altri nel corso degli anni, e di recente il ramo è cresciuto numericamente a causa delle emigrazioni dal sud America, dall’Ecuador, dall’Albania. Tante fedeli famiglie come i Lazarte, i Camargo, Morales, ed altri hanno trovato qui la loro “terra promessa “.
In questi ultimi anni Alessandria è stata meta di rimpatri da parte di missionari nostalgici che a distanza di anni sono tornati coi loro figli, a vedere il luogo dove hanno servito tanti anni fa, ed hanno trovato un ramo cresciuto, e con tanti volti nuovi a dar loro il benvenuto.
Tra alti e bassi la chiesa di Alessandria ha continuato a prosperare, ma quel che conta è che il Signore può dire a molti di questi membri entrati a farne parte, le stesse parole che disse in Isaia: “Io chiamai lui, solo, e lo benedissi”.
