Questo non è un sito ufficiale della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

I Mormoni Credono

Updates from admin RSS

  • 03:12:02 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |

    La conferenza da cui nascerà il Palo di Alessandria è alle porte, questo avvenimento vuole testimoniare il progresso avvenuto sinora, dalla fondazione dei rami che ne faranno parte e ci aiuterà a spingerci innanzi in un ulteriore ulteriore progresso. Alessandria, Vercelli, Genova, Asti, Torino. Grandi città miste a cittadine più piccole, del Piemonte e della Liguria saranno unite in questo sforzo che accrescerà il nostro spirito comunitario e ci aiuterà a conoscere nuovi fratelli e sorelle della chiesa. Molti anni fa,trentacinque per l’esattezza, subito dopo il mio battesimo nella chiesa mormone, sentii parlare per la prima volta di “pali”. Ne rimasi un po’ stupita, in ogni luogo c’era un palo, in altri il palo non c’era. A quel tempo credevo che i pali servissero a sostenere i fili del telegrafo, o i cavi della corrente. Così mi feci coraggio e chiesi a un dirigente: “Ma che sono i pali?”. E lui mi parlò per la prima volta di una grande tenda che si chiama Sion. Sotto quella tenda trovano protezione tutti i santi in pericolo, sia spirituale che fisico, questa grande tenda, così grande da coprire il mondo è sostenuta dai pali, sostegni di legno che conficcati in terra permettono alla tenda di stare salda, tesa e pronta a sfidare i venti e le pioggie. Per questo un Palo dev’essere saldo. Facendo altre domande seppi che i Pali sono unità della chiesa più grandi che i distretti, e che vivere in un luogo dove c’è un palo significa conoscere la chiesa in tutte le sue funzioni e sfaccettature. Seppi che vivere in un palo non influenza solo i diigenti, ma tutte le persone che vivono nell’ambito di esso, nel palo si diventa migliori! E tornando alle mie precedenti nozioni trovai che anche i nostri pali, quelli della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni si possono chiamare Pali della Luce, in quanto portatori di Luce e Conoscenza, o Pali del Telegrafo in quanto incoraggiano la comunicazione tra noi uomini e il nostro Padre Celeste! Ed è proprio per questo che sono molto fiera di essere qui e di avere accolto la sfida dei nostri dirigenti domenica scorsa, di prepararci con la preghiera e le azioni a questo privilegio di cui godremo fra poco: un Palo di Sion!

    • Share/Bookmark

     
  • 03:12:00 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:, , , ,

    Ciao a tutti,anch’io voglio condividere con voi l’esperienza della mia conversione.

    L’11 novembre 1988 mio padre morì. Era domenica ; eravamo tutti a casa quel giorno.

    Mio padre era da anni sofferente di disturbi al cuore, ma la sua morte ci lasciò esterrefatti.

    Era la prima volta che vedevo morire qualcuno e guardando il corpo di mio padre senza vita mi resi conto che qualcosa che era dentro di lui (l’anima) se ne era andata via.
    (More …)

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:58 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:, , , ,

    L’ANNO DELLA SVOLTA

    Penso che davvero non basterebbero fiumi di inchiostro per raccontare le straordinarie esperienze da me attraversate in poco più di un anno, credo che nello scrivere seguirò i miei sentimenti ed i miei ricordi più vivi, così, sicuramente, riuscirò a focalizzare i punti più importanti di questo qualcosa che ha definitivamente cambiato la mia vita ed il mio modo di pensare.

    Nell’Ottobre dello scorso anno ero di ritorno da una crociera nei mari del Nord, un’incredibile esperienza condivisa con la mia famiglia. Al mio ritorno in città, però, il futuro immediato mi appariva un po’ come un’incognita in quanto avevo lasciato il mio appartamento universitario a Messina e dovevo organizzare le mie giornate a Crotone: doveva esservi qualcosa, oltre allo studio intenso delle ultime materie, che occupasse le mie altrimenti piatte giornate! La prima cosa che mi venne in mente fu quella di contattare la mia insegnante di catechismo la quale, più volte, aveva chiesto il mio contributo nell’insegnamento della dottrina cattolica ai bambini che si preparavano per la prima comunione.

    (More …)

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:55 pm on Maggio 2, 2008 | 1 | # |

    Non avevo una particolare testimonianza sulla verità del Libro di Mormon, quando i Missionari mi chiesero di pregare io non ottenni risposta subito ma mi battezzai ugualmente.

    Questo non si dovrebbe fare perché sapete tutti che senza testimonianza é difficile restare a lungo in una Chiesa come questa, ma invece ottenni dai Missionari quello che stavo cercando da molto “senza sapere dove trovarlo” ossia quel senso di pace che sempre quei giovani portano con loro… mi affidai alla loro buona fede come un figlioletto si affida al padre e così cominciò la mia vita nella Chiesa.
    In ogni caso ora la testimonianza mi è stata donata e sono felice di averla ottenuta.
    Con voi come ha funzionato?

    Mauro Ancis di Sassari

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:53 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:51 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:, ,

    La mia testimonianza

    Mi chiamo Erminia ed ho 27 anni, il mio cammino verso la conversione è iniziato nel mese di maggio nel 1990. Avevo 10 anni, quando ho conosciuto i missionari insieme alla mia famiglia.

    Si afferma che la verità esce dalla bocca dei bambini e a 10 anni ero ancora una bambina. Quando li invitammo a casa per ascoltarli, avevo una sorellina molto piccola di pochi mesi e siccome i miei genitori volevano capire che religione fosse la loro, mi chiedevano di portare la piccolina in un’altra stanza in modo che potessero ascoltare. Questo mi ostacolava, perché anche io volevo sentire tutto quello che avevano da dire. Volevo ascoltare i loro messaggi.

    Di solito i bambini non stanno mai fermi, eppure volevo ascoltarli. Parlavano di Dio e della sua natura, della vita di Gesù Cristo sulla terra, del battesimo e della fede, del pentimento e delle leggi per rimanere puri ed obbedienti al vangelo. E’ strano, ma mi ricordo che volevo sapere anche io tutte quelle cose, infatti, leggevo qualsiasi opuscolo che parlava dei mormoni.

    (More …)

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:49 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:, , , ,

    La mia testimonianza non è una grandissima cosa. È piuttosto semplice ma dilettevole alla mia anima. Per cominciare, dirò che sono nato nella Chiesa. I miei sono due persone molto fedeli che sono stati sempre degli esempi straordinari. La mia testimonianza è cominciata quando ero piccolo. Da quando avevo quattro o cinque anni abbiamo letto sempre in famiglia le scritture. Così, da giovane ho compreso che le scritture sono importanti. Andavamo in chiesa la domenica, e per quello sapevo chi era Gesù Cristo e che è importante per la nostra fede. Ma per tanti di questi anni, come fanno molti nati nella chiesa, m’appoggiavo alle testimonianze dei miei genitori.

    Mi ricordo una volta quando ero ancora piccolo, abbiamo sentito nella scuola domenicale che possiamo pregare Dio a sapere se le scritture sono vere. Questo mi sembrava importante, e una notte, quando ho fatto le mie preghiere, ho chiesto a Dio se le scritture sono vere. Mi ricordo di aver dovuto essere paziente perché la risposta non è venuta subito. Però, avevo deciso in precedenza che sarei rimasto lì ad aspettare la risposta finché sarebbe venuta. Mi ricordo, dopo alcuni minuti d’attesa in silenzio che cominciavo a sentire gioia nel mio cuore. Ho risolto che quella era la mia risposta e mi sono addormentato contento della risposta.
    (More …)

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:48 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:,

    Maria Arcidiacono

    La storia del ramo ebbe inizio quando agli inizi degli anni ‘70 l’Anziano Epperson e l’anziano Randall aprirono al vangelo restaurato la città di Alessandria. Insieme a loro, o quasi subito dopo, seguirono gli anziani: Gould, Primavera e Itri.

    La prima famiglia che si unì alla chiesa, i Savioli, era composta da due genitori e un ragazzo di tredici anni: Gianluigi. La madre era un’insegnante, allegra ed ottimista, e l’ingresso del ragazzo nella chiesa fornì ai missionari l’opportunità di avviare un piccolo progetto scout.


    A loro seguì Laura Barbin e la sua amica nonché ex compagna di scuola, Noemi, battezzate entrambe nell’agosto del 1975.

    Fu in quel periodo che io, battezzata a Genova da 4 anni, cominciai a frequentare sporadicamente il ramo di Alessandria. Ero tuttora legata affettivamente ai membri di Genova, e in genere, abitavo in quella città, ma a volte, venendo a trovare la mia famiglia che abitava a Tortona, trascorrevo la domenica mattina, ad Alessandria, nella cappella che a quel tempo era in corso 100 Cannoni. Ricordo la fatica di prendere il treno e la lunga camminata dalla stazione alla cappella. La chiesa era un negozio con una sola stanza e un retrobottega, dove si univano tutte le organizzazioni.

    Il 26 novembre 1978 Laura Barbin partì per la missione. Nel 1978 si unì alla chiesa una graziosa giovane, sposa da poco tempo, Graziella Tobruck, che da allora ha sempre servito fedelmente nella chiesa come insegnante, presidentessa della Società di Soccorso, consigliera. Attualmente è direttrice del Centro Genealogico del ramo, e assistente al nido.

    Quasi nello stesso periodo accettarono il Vangelo Antonella Toscano e Maura Como, due ragazze a cui le famiglie, piene di diffidenza verso la “nuova religione”, crearono non pochi problemi, che esse tuttavia furono in grado di superare grazie alla loro fedeltà. Il Vangelo ha arricchito la loro vita, e loro hanno a loro volta arricchito la vita degli altri. Ormai spose felici e madri, hanno mariti nella chiesa, e figlie e figli adolescenti a cui hanno insegnato il vangelo.

    Anche la famiglia Lusso frequentava da qualche anno la chiesa ad Alessandria; convertitasi a Genova si era trasferita a Novi Ligure vicino Alessandria. Era composta da Ines, Gilberto e i bambini Riccardo e Marco.

    Ines fu la nostra prima presidentessa, una donna allegra, forte, e gentile,
    morta in seguito a un attacco cardiaco all’età di cinquantacinque anni. Il marito Gilberto Lusso, fu il primo presidente di ramo italiano dopo tanti missionari. E’morto tragicamente, qualche anno fa per ustioni procuratesi accidentalmente (dando la caccia alle formiche). Riccardo e Marco, cresciuti in Alessandria ora sono sposati, e a loro volta padri Riccardo e la sua famiglia è ancora in Alessandria. Marco e i suoi sono attivi nel ramo di Collegno.

    Nell’ottobre 1981 arrivò da Roma la famiglia Malara: era composta da Carlo Malara, il capofamiglia, Venere Malara e due bambini: Federico e Alberto. Salita al nord nella speranza di trovare un lavoro, essa si rivelò un dono del cielo per il ramo di Alessandria ancora traballante. Carlo Malara divenne il presidente di Ramo. Con lui la chiesa si trasferì in centro città, a Via Caniggia, per la prima volta in un vero appartamento. Anche le organizzazioni decollarono. Nello stesso periodo emigrò in Alessandria la famiglia Marini, composta da Renato Marini, la moglie, e figli bambini Miriam e Cristiano. Il ramo di Alessandria cominciò a beneficiare dell’esperienza di tutte queste persone che, formatisi in altre città tuttavia si erano dirette nello stesso luogo come di comune accordo.

    I Fassari furono un’altra famiglia che ricordo con piacere. Ezia era una deliziosa sorella, sensibile e amante della musica (era la nostra organista) sopportò a lungo una malattia mortale, lottando con coraggio fino a quando capì che la sua ora era arrivata. Il marito sopravvisse a lei di un paio d’anni soltanto.

    Uno dei pionieri entrato in quell’epoca era fratello Sartorelli, un uomo molto colto che, entrato in chiesa già vecchio, morì di lì a un decennio. Ricordiamo ancora le sue poesie che declamava con enfasi in occasione di battesimi, matrimoni o altre occasioni speciali, un altro simpatico tratto che lo distingueva era il dono delle caramelle ai bambini della Primaria.

    Nel 1982 nacque Alessandra Malara.

    Carlo Malara fu rilasciato dal suo incarico di Presidente di Ramo nell’ 83 e gli succedette Gilberto Lusso.

    La famiglia Malara ripartì qualche anno più tardi, nel 1986, alla volta della Calabria, dove Carlo aveva trovato lavoro come operatore microfilmista. E sarà protagonista nell’aprire il ramo di Cosenza.

    Nel frattempo la chiesa si è trasferita all’attuale sede: Via XXIV Maggio, 7.

    Di lì a poco anche la famiglia Marini se ne va, fratello Renato deve assentarsi spesso da casa e perciò preferisce lasciare la moglie coi parenti, per cui anche loro si trasferiscono in Veneto. Gli addii sono tristi anche quando c’è la prospettiva di rivedersi al tempio.

    Altri membri si sono uniti nel frattempo: Concetta Piazza, una ragazzona cordiale e dotata di talento artistico, Maria Barcone, titolare di uno studio di estetica, Salvatore e Giorgina due persone che pur credendo nella chiesa non ebbero l’opportunità di battezzarsi in quanto conviventi.

    E poi sono seguiti altri battesimi, quelli che al giorno d’oggi sono il fiore all’occhiello del ramo: Giovanna Pasino, una giovane di un paese vicino, e Claudio Campini, un giovane cordiale e pieno d’iniziativa, che entrato in chiesa si preparò nel più breve tempo possibile per la missione. Al suo ritorno trovò la mamma, e Laura, la ragazza che amava, dapprima contrarie alla chiesa, sorelle nella Società di Soccorso.

    A questi membri pionieri se ne sono uniti altri nel corso degli anni, e di recente il ramo è cresciuto numericamente a causa delle emigrazioni dal sud America, dall’Ecuador, dall’Albania. Tante fedeli famiglie come i Lazarte, i Camargo, Morales, ed altri hanno trovato qui la loro “terra promessa “.

    In questi ultimi anni Alessandria è stata meta di rimpatri da parte di missionari nostalgici che a distanza di anni sono tornati coi loro figli, a vedere il luogo dove hanno servito tanti anni fa, ed hanno trovato un ramo cresciuto, e con tanti volti nuovi a dar loro il benvenuto.
    Tra alti e bassi la chiesa di Alessandria ha continuato a prosperare, ma quel che conta è che il Signore può dire a molti di questi membri entrati a farne parte, le stesse parole che disse in Isaia: “Io chiamai lui, solo, e lo benedissi”.

    • Share/Bookmark

     
  • 03:11:46 pm on Maggio 2, 2008 | 0 | # |
    Tag:, ,

    Cari fratelli e sorelle: in questi giorni stavo rileggendo la mia benedizione patriarcale nella quale mi si dice che avrò delle benedizioni speciali che mi daranno la forza di sopportare le prove della vita con gioia.

    In effetti in questi tre anni ho avuto molte prove, mi sono rafforzata con due versetti da Dottrina e Alleanze 24: 7-8 che mi dicono di dedicare il servizio alla chiesa, di sopportare, ché il Padre Celeste mi tiene in braccio,come a con ognuno di noi.

    In realtà,me ne sono accorta poprio ora,ho una fede molto più profonda e ccnfido nel Signore. So che Egli vive e sono Sua Figlia.

    Ho imparato quanto sia importante la preghiera ed ho imparato a conoscere la gioia.

    Egli vuole il nostro amore, vuole che noi siam felici e questo avverrà se sapremo amarlo e servirlo con tutta la nostra anima.

    So quanto sia importante ritornare a Lui,e so che un giorno saremo accanto a Lui.

    Questi sono i miei sentimenti nel nome di Gesù Cristo.
    Giovanna

    • Share/Bookmark

     
« Pagina precedente